La biancheria sporca è una fonte di microrganismi. Il rischio di trasmissione è contenuto, perché i germi passano soprattutto attraverso mani e superfici, ma solo se la biancheria viene gestita con regole precise in ogni fase.
Raccolta e smistamento
- Chi smista la biancheria indossa camice, mascherina e guanti e si lava accuratamente le mani all'uscita dall'area.
- La biancheria sporca si maneggia il meno possibile e senza scuoterla.
- Quella contaminata da fluidi corporei si raccoglie separatamente.
- Mai a contatto con la biancheria pulita, mai smistata in un'area pulita, mai conservata a lungo.
- I carrelli dello sporco si puliscono e disinfettano con regolarità.
Lavaggio
Acqua calda, detergenti e il passaggio finale a un pH leggermente acido contribuiscono a ridurre la carica microbica. Per i tessuti lavati a 60 °C o meno si usano prodotti battericidi. Le lavanderie più attrezzate usano lavatrici a barriera, con un lato di carico dello sporco e un lato di scarico del pulito separati da una parete.
Trasporto e conservazione
- Mezzi riservati alla sola biancheria pulita e disinfettati periodicamente.
- Consegna in carrelli coperti o armadi chiusi, con la biancheria avvolta in pellicola protettiva.
- Locali del pulito separati dai percorsi dello sporco e puliti con regolarità.
La certificazione
La norma UNI EN 14065 definisce il sistema di controllo della biocontaminazione (RABC) per le lavanderie che trattano tessili per sanità, alimentare e ospitalità: un riferimento utile per scegliere il fornitore giusto.