L'insegna, molto visibile, prometteva tutto il necessario per gli animali da compagnia. Una famiglia di ratti neri (Rattus rattus) l'ha presa alla lettera e si è trasferita nel magazzino del negozio, senza che nessuno se ne accorgesse.
Cosa abbiamo trovato
I ratti avevano costruito tre nidi dentro le confezioni di cucce morbide per gatti e consumato grandi quantità di crocchette per cani, oltre a diverse confezioni di mangime per uccellini. Curiosamente avevano ignorato i pellet per gatti, conigli e criceti. Mangiavano negli angoli più nascosti del magazzino: per questo l'infestazione è passata inosservata finché un addetto, in un giorno di chiusura, non ha notato degli escrementi.
Prima la merce, poi i ratti
Un veterinario ha supervisionato la selezione dei prodotti: le confezioni rosicchiate e le cucce colonizzate sono state smaltite, mentre quelle con il solo cartone danneggiato sono state donate a un canile.
Poi è partita la derattizzazione vera e propria:
- 26 trappole a scatto nei punti di passaggio;
- 14 postazioni di esca in contenitori di sicurezza, collocate in punti inaccessibili alle persone;
- monitoraggio costante: nonostante tutto il cibo disponibile, 9 postazioni hanno registrato consumi importanti;
- 19 ratti recuperati e smaltiti correttamente.
L'intervento è durato 41 giorni, con 8 uscite per sopralluoghi, controlli e manutenzione.
Le sigillature fanno la differenza
I primi varchi erano stati chiusi con schiume poco adatte, e in due punti i ratti li avevano riaperti. Li abbiamo rifatti con materiali resistenti ai roditori: senza sigillature fatte bene, qualsiasi derattizzazione è solo temporanea.
Da dove erano arrivati?
Il personale pensava ai lavori sulla rete fognaria all'esterno. La nostra ipotesi è diversa: il ratto nero vive di solito in alto, non nelle fogne, e l'infestazione era precedente agli scavi. Più probabilmente i ratti sono arrivati con una consegna: i pallet sono un mezzo di trasporto perfetto per loro.
Oggi un addetto del negozio, formato da noi, ispeziona i locali ogni settimana. La prevenzione costa molto meno di una bonifica.